lunedì 30 maggio 2011

Che si dice?

Ciao,
sono passati due anni dall'ultima volta e sono cambiate tante cose: sono in un'altra città e vivo da solo, per dirne una.
Finalmente posso togliermi un sacco di sfizi tipo cacare con la porta aperta e scrivere completamente nudo.

Intanto non hai ancora chiuso questa pagina.

Sono passati due anni dall'ultima volta e sono cambiate tante cose.
Ho letto che William e Kate si sono sposati.
Ma chi cazzo è William? Eppure ho visto LOST un centinaio di volte.
In realtà si tratta del principe, figlio del principe, che fece una palla di pelle di principe.
Una di quelle robe tipo "io sono mio padre". E feci una palla di pelle di padre.

Il matrimonio di William e Kate è stato un evento epocale: per la prima volta nel regno unito la sposa è bona.
Tra Jack e Sawyer, il principe gode.
Non ci sarebbe neanche il neomelodico, se non fosse per Elton John. Tuttavia la vera colonna sonora di questo memorabile ventordici ottembre 2011 è stata la solita aria di inutile buonismo che è entrata, in maniera molesta, in tutte le case degli italiani.
E su tutti i profili facebook degli italiani.

"La gente muore e voi parlate del matrimonio"
Un classico.

Kate viene da una famiglia di lavoratori: non so come possa andare d'accordo coi nuovi suoceri.
Ma chiedo scusa: la gente muore e parlo del matrimonio.

Non si parla d'altro che di questo. E' inevitabile che tutti ne approfittino per dire stronzate, tanto nessuno se ne accorge.
Ci sono situazioni da cogliere al volo, tanto nessuno se ne accorge.
Quando in cucina c'è puzza di verza e scoreggi.
Quando a una festa si fa improvvisamente buio e piovono mani in culo.
Quando Gianpaolo al liceo tossiva per coprire il rumore delle flatulenze, andando meravigliosamente fuori tempo.

Coff! Coff!
Proooooot!


C'è stato un terremoto in Giappone a livello di quando si estinsero i dinosauri, ma gli scemi stanno sempre qua.
C'è il terremoto e Berlusconi regala un laser depilatorio a una minorenne aspirante puttana, per non farla prostituire.
Tanto nessuno se ne accorge.

Intanto i tamarri allo stadio hanno iniziato a puntare i laser verso il portiere avversario. Ma non tutti hanno una buona mira: chiedete a Collina.
Di certo zio Bergomi non è stato mai disturbato dai tifosi del Milan.

Intanto io sono ancora nudo.
Tanto nessuno se ne accorge.
Ma tu continui a leggere.

Sono passati due anni dall'ultima volta e sono cambiate tante cose.
Dalla tv ho sentito partire una frase del tipo "la maglia indossata da Wojtyla durante l'attentato": ora ho capito il senso di quel coro dei Papa-boys.

"Gio-van-ni Paaaooo-looooo clap! clap! clap! clap!"

Ma chiedo scusa: la gente muore e parlo di gente che è già morta.

Tra matrimoni e terremoti s'è distinto uno scienziato, di un fuori tempo che neanche Gianpaolo al liceo.
Non voglio dilungarmi: ha detto che a Chernobyl, in fondo, non è morto nessuno.
Intervistato, un giovane ucraino racconta che per sopravvivere si ridusse a mangiarsi le palle: tutte e tre.
Secondo un altro scienziato il Paradiso Terrestre esiste, ma la maglietta indossata da Wojtyla nell'amichevole Papi - Nani è andata a ruba.

Intanto stai ancora leggendo.
E Berlusconi è andato a Ruby.
Ma chiedo scusa: Lamberto Sposini sta morendo e noi parliamo di terremoti.
In fondo non tutti gli sposini se la passano bene.

Sono passati due anni dall'ultima volta e non è cambiato un cazzo.
Il Barcellona va in finale rubando dopo aver superato il Real Madrid di Ken Shiro.
Busquets, colpito al petto, si tocca la faccia prima che esploda.
Tanto nessuno se ne accorge.
Ma chiedo scusa: Busquets finge di morire e io parlo di pallone.

Sono cose che odio nel calcio, come quelli che non esultano. Amauri, che ha militato pochi mesi nel Napoli, non esulta. Ma lo voglio anche capire, con la moglie che si ritrova.
Inler segna a Napoli e non esulta, poi va alla Juventus.
Intanto il Real è in ritiro forzato a Ocuto.

Scherzi a parte, il Barcellona è mostruoso e vince con il 70% di possesso palla.
Berlusconi ha le donne con il 70% di 18 anni.

Intanto de Magistris è sindaco di Napoli con il 70% di possesso voti.
La sua vittoria ha scatenato un entusiasmo che neanche Obama presidente degli USA.
Si parla di rione Sanità pubblico e guerra preventiva ai tarallari di Castellammare.

De Magistris sindaco: Inler non esulta.
In fondo non è comunista, è solo abbronzato.


Scritto al volo e senza rileggere, come ai bei tempi: tanto nessuno se ne accorge.
Intanto l'hai letto tutto.

martedì 12 maggio 2009

ah, Paris Hilton!!



finalmente è domenica.
si chiude un'intensa settimana passata a non fare un cazzo. ore e ore e ore a fissare il profilo di facebook, come quelle immagini che poi ti giri e vedi Gesù nel muro.
facebook è il paradiso dei pigri. ci sta plasmando tutti a immagine e somiglianza di una lattuga, ma non è Dio.
i test di facebook, opera di deficienti con la terza elementare, sbagliano sempre; non ci conoscono come Dio, che ci ha sputati in faccia ancor prima di cominciare.
e poi non credo che Dio sia una lattuga con la barba.

perché immaginiamo sempre Dio con la barba?

finalmente è domenica.
si chiude un'intensa settimana passata a non fare un cazzo. se fossi ebete farei un gruppo su facebook "quelli che non fanno un cazzo", ma poi avrei fatto qualcosa e quindi dovrei creare un gruppo "quelli che l'incoerenza", ma poi sarei stato coerente e sarei entrato in un tunnel di contraddizioni virtuali e congiuntivi/condizionali sbagliati da cui difficilmente sarei uscito.

l'altro giorno ero con Marco e Marco. ometto i cognomi per una questione di privacy e per creare confusione. Marco mi ha rivelato che a Milano c'è un'agenzia che affitta nani da accompagnamento.
ti danno un nano da portare in giro a mò di cane, con tanto di guinzaglio.
motivo? lo stesso che muove le nostre azioni: distinguersi, farsi notare.
c'è chi va in discoteca coi nani al guinzaglio, chi parla male di tutti, chi frequenta le minorenni, chi si veste come uno schiattamuorto, chi si fa mille piercing e tatuaggi, chi uccide la famiglia, chi fa lo scemo dietro i cronisti del tg, chi descrive questi strampalati nel suo blog, etc.
anche il pianeta si sta scaldando per distinguersi.
Marco mi ha detto di aver saputo dei nani grazie al Grande Fratello, che finalmente ci ha lasciato qualcosa di significativo, se escludiamo culi, tette e tamarri.
a questo punto mi sono ricordato di quando trovai il sito di un'agenzia di attori nani. c'erano foto di nani vestiti da prete, frate, astronauta, rapper, cameriere, clown, pirata etc.
nessuno era vestito da Dio. e neanche da lattuga. forse dovevo cercare un sito di nani con la barba.

dopotutto questa settimana sembra meno inutile. ho passato una simpatica serata con Marco e Marco a parlare di nani.

ma finalmente è domenica e posso scrivere su facebook "che palle la domenica".

la giornata è bellissima e decido di portare Marti al Virgiliano.
il Virgiliano di giorno è un parco enorme e suggestivo, con tanto verde e una vista sul mare che fa invidia ai migliori panorami del mondo, anche se non ne ho mai visto uno.
il Virgiliano di notte è famoso perché in quella zona la gente ci va a chiavare, tappezzando le automobili di giornali.

sono le 17 passate e c'è un sole che fa sudare il sudore. quasi non eravamo più abituati dopo l'ultimo autunno-inverno-primavera. questo sole sembra quasi una benedizione, dopo mesi e mesi di pioggia: Napoli era diventata una specie di Londra coi tamarri. oggi invece il cielo è limpidissimo e tutti sono scesi per una passeggiata rilassante.
dopo tre quarti d'ora nel traffico di via Manzoni, è il momento di parcheggiare. peccato che la macchina di papà è lunga come un camion della munnezza.
primo giro e vedo un tizio vestito da panda che ci saluta.
motivo? forse è lì per distinguersi, forse lo pagano per essere preso per culo dai passanti, forse è ubriaco. chissà.
non trovo un posto a meno di un km dall'ingresso del parco e opto per il secondo giro. non mi dispiace ripassare davanti al tizio vestito da panda.

esistono agenzie di uomini-panda?
quanti nani dovrei fittare per riempire quel costume?
e se Dio fosse un panda?
che ci farebbe Dio al Virgiliano?
neanche il tempo di pensarci che trovo un posto vicinissimo all'entrata. ringrazio la buona sorte e il Dio panda.


Il Virgiliano. Luogo in cui si riuniscono famiglie, tossici e coppiette
dice il buon Silvano. che fa pure rima con Virgiliano.

ora non mi resta che sedermi sul pratone a non fare un cazzo con Marti, armati di birra e tabacco. una domenica di meritato riposo dopo una settimana di stressante nullafacenza.
mi guardo intorno cercando qualche viso conosciuto con cui scambiare due chiacchiere, quando ci imbattiamo in una coppietta di aspiranti punkabbestia: hanno uno yorkshire e bevono del vino troppo costoso, sui 3 euro a bottiglia. hanno ancora molta strada da fare.
quella coppietta di tossici sarebbe anche una famiglia se al posto di quel topocane al guinzaglio ci fosse stato un figlio, o un nano.

chissà se esiste un'agenzia che affitta figli da portare al parco.

non trovo nessuno che conosciamo e non ci sta sulle palle contemporaneamente. decidiamo di fermarci, quando sento "Cicciooooo!! Cicciooooo!!!".
sono Fiore, Sara e una loro amica: Federica. sono in vena di rime.
ci invitano a sederci con loro, quando Sara caccia una palla di marijuana dalle dimensioni di una lattuga, ma senza barba. poi arriva Silvano, quello che fa rima col Virgiliano, accompagnato da Daniele.
Fiore Sara Fede e Marti si dilettano nello sport preferito dalle femmine: parlar male di altre femmine. Fiore Sara Fede e Marti: che bello poter avere certi nomignoli bisillabi senza passare per ricchione. Silvano e Daniele ed io non riusciamo a tenere il passo ai loro dibattiti su quanto Arisa è un cesso mongoloide, perché non ce ne frega una mazza. la nostra attenzione ha un picco improvviso quando sentiamo le due parole magiche: "Paris Hilton".

Paris Hilton è il perfetto esempio per spiegare la differenza tra donne e uomini.
secondo le donne Paris Hilton è un'ereditiera ultramilionaria sciacquetta, col cervello di un cucchiaio bucato, che ha fatto qualche canzonetta per ragazzine e ogni tanto appare in televisione perché è bella, scema, ricca e famosa.
secondo gli uomini Paris Hilton è un'ereditiera ultramilionaria, senza cervello in quanto femmina, famosa in tutto il mondo per un video che la mostra mentre lo prende in bocca.

F: "è una scema però ho le canzoni sull'i-pod. sono simpatiche."
M: "ah! Paris Hilton! quella che fa i bucchini!!"

Silvano inizia a parlare con le ragazze. Daniele è steso e ogni tanto spara qualche perla come degli sporadici "Zucculòòòòò" indirizzati a Fiore senza una particolare ragione.
io mi distraggo e penso a facebook, forse perché mi sto divertendo troppo. ultimamente si portano i LIVING SOCIAL, una specie di top five del tipo "le 5 birre preferite", "cosa porti con te quando scendi di casa", "1allenatore,1portiere,1difensore,1centrocampista,1attaccante", "i 5 samurai" etc.
voglio crearne uno io, del tipo "1inglese,1francese,1tedesco,1napoletano,1barzelletta".

ieri ho fatto quello su 5cellulari che ho avuto nella mia vita. a parte gli ultimi 3 nokia, ricordo con affetto l'Ericsson gf788 e l'Ericsson t28, i cui software lentissimi e display minuscoli hanno tirato fuori le mie prime perle da bestemmiatore amatoriale.

il gf788 era l'unico telefonino piccolo di quella generazione, insieme allo StarTac. all'epoca ci si atteggiava col cellulare, anche solo mostrandolo. un amico di Positano, tale Ciro, mi chiese di fargli fare un giro (altra rima, Dio panda) col mio cellulare, neanche fosse una moto. Ciro era talmente gasato, o forse il cell era talmente piccolo rispetto al suo faccione, che appoggiò allo zigomo la parte che andava messa sull'orecchio. non si accorse di nulla e camminava per Positano urlando "prontoooooo! prontooooo!" col cellulare sullo zigomo e l'antennina che quasi gli cecava un occhio.
ora invece i tempi sono cambiati e ci si atteggia con palmari abnormi, che entrano a stento in uno zaino. oggetti scomodi e costosissimi di cui si sfruttano 10 funzioni su 3milioni. anni fa all'aumentare del prezzo diminuivano le dimensioni, ora invece pare che funzioni al contrario. ciò che non cambierà mai è la gara a chi possiede il telefonino più costoso, pure se somiglia a una lattuga senza barba né marijuana.

il t28 fu il mio primo cellulare con vibrazione: appena tirato fuori dallo scatolo, me lo misi sotto le palle e mi autosquillai. tutti l'hanno fatto almeno una volta, anche perché era l'unica cosa utile e divertente di un apparecchio creato dalle femmine per controllare i propri fidanzati.
si diceva che il t28 emettesse tante di quelle radiazioni da trasformare un nano in popcorn.
ora che so dell'agenzia milanese penso a gente che va a cinema con due nani ed esce con uno solo, gente che torna in agenzia con dei pop corn legati al guinzaglio ed altri possibili scenari.
meno male che non sono un nano.

quelli della mia età hanno vissuto l'intera evoluzione del cellulare: da quei mattoni stile radio della polizia, allo StarTac, ai nuovi costosissimi mattoni che ti fanno pure il caffè, allo Starbucks. mi ricordo che fecero pure la canzone da discoteca usando come base il rumore dell'interferenza dei cellulari, quel zèzèzè zèzèzè insopportabile.
ogni scusa è buona per fare una canzone da discoteca. anche una compilation di rutti potrebbe diventare una hit dell'estate. magari faccio una versione remix di una compilation di rutti di Lorenzo e altri amici che ho su un cd che masterizzai per la macchina.
ricordo che Gennaro mi istigava sempre, appena metteva piede nella mia vecchia Ka.
"metti il ciddì dei ruuuuuttiiiiiiiii!!!!!"
era un'ossessione la sua.
ogni volta, in sua presenza, inserivo questo cd e partivano rutti a volume infinito, nelle piazze di Sorrento popolate da fighetti. Gennaro si dimenava come un pazzo scatenato e noi tutti lo seguivamo a ruota, perché le sue risa non emettono suoni.
Gennaro ride senza ridere.
non so spiegarlo ma dalla sua bocca non esce niente, si sbatte e basta. uno spettacolo. avevamo le lacrime, più per la sua non-risata che per quei rutti da orco che si diffondevano in tutta la piazza.

chissà Gennaro quanto non-riderebbe davanti a un uomo vestito da panda che saluta fuori al Virgiliano.

credo di essermi perso in un labirinto di puttanate (tra facebook, cellulari, rutti e Gennaro che ride senza emettere suoni), quando le due paroline magiche mi tirano fuori da questo coma di pippe mentali.
faccio un balzo, come se mi avessero appena svegliato, ed esclamo:
"ah! Paris Hilton! quella che fa i bucchini!!"

un altro paio di sigarette e si fanno le 8 di sera: è ora di rompere le righe.
e di andare a pisciare.
ognuno prende la sua strada e io e Marti andiamo via, non prima di aver salutato l'uomo-panda.


.

giovedì 16 aprile 2009

il telegiornale

io non seguo il telegiornale.
ogni volta che ci provo, mio padre copre le notizie. appena parte un servizio, inizia a commentare. pochi secondi e piovono critiche. è più forte di lui.
il mio telegiornale è un uomo calvo e chiattoncello. e porta il mio stesso cognome.

ho provato a leggere i quotidiani.
tutti dicono che La repubblica fa schifo, perché è di parte.
"ahhaha leggi La repubblica? non capisci niente, è di Berlusconi."
Il mattino fa schifo. Il giornale fa schifo. Il corriere della sera fa schifo. sono tutti di Berlusconi.
ahhaha povero te che li leggi.

Non leggere i giornali, sono di parte.
Non guardare i telegiornali, sono di parte.

ormai mi fido solo del mio personalissimo tg di famiglia.
beh, almeno mio padre non è di Berlusconi.

l'altra sera sono riuscito a sentire un paio di notizie, perché mio padre non parla mai con la bocca piena.

hanno rubato 500kg d'oro, per un valore di circa 10milioni di euro. 20 euro al grammo. meno della cocaina.

L'oro costa meno della cocaina.
Non comprare l'oro bianco, ci mettono LADDROGA. come negli Sgorbions.


un ragazzo è stato scartato dall'esercito perché non idoneo ai test psicoattitudinali. non voglio dilungarmi: è ricchione. per un errore burocratico non ha potuto prendere la patente per 8 anni.

Non scrivere mai nei test M PIAC 'O CAZZ.


ho mangiato le polpette dell'IKEA. le famigerate polpette dell'IKEA. le mitiche polpette dell'IKEA.
dicono che sono un pò troppo aromatiche.
AROMATICHE? un fieto di cipolla raro.
r-a-r-o.
col mio alito un pò troppo aromatico potrei stendere un esercito, o almeno trasformarlo in un'armata di ricchioni. ci pensate? migliaia di checche senza patente.

Prima di uscire con una svedese, chiedile se va spesso all'IKEA.

l'altro giorno sono andato in agriturismo.
neanche parcheggiata la macchina e già devo cacare. marcare il territorio. piazzare la bandierina e fluttuare come gli astronauti.
c'è un bagno vicino al campo di calcetto. non voglio dilungarmi: plof.
peccato che non c'è acqua.
mi sento perso. un pò come se mi avessero catapultato nudo in mezzo al gay pride. una folla di ex militari a cui ho rovinato la carriera. non stanno marciando per rivendicare i loro diritti, ma perché stanno a piedi. perché non hanno più la patente. tutto per colpa mia e della burocrazia. ma che me ne fotte della burocrazia!? quello nudo sono io.
che ansia.
già immagino il telegiornale della mia vita che annuncia "giovane vomerese nudo per.." quando viene interrotto da mio padre.
maledette polpette svedesi del cazzo.
ma torniamo alla merda.
il problema è che in Italia si costruisce male. le città crollano e io rimango in un cesso senza sciacquone.
cosa fare?
e vabbè. lascio tutto come sta e me ne vado, con una non curanza tutta italiana.

Prima di fare la cacca, assicurati che funzioni lo sciacquone.

a tavola si accende una discussione Mc Donald's VS Burger King. cioè.. voglio dire. non c'è neanche paragone.
qualcuno osa dire che il panino di Burger King fa schifo perché se ne cade a pezzi.
forse solo qui. forse solo in Italia. perché in Italia si costruisce male anche il double whopper con bacon e formaggio. i panini perdono i pezzi, le città crollano e io rimango in un cesso senza sciacquone.
sulle patatine almeno non c'è stata storia.
la patana di Burger King è come quella di una svedese di 20 anni, di quelle che si adottano su facebook. di quelle che però non mangiano polpette.
la patana di Mc Donald's è come quella di mia nonna: una pellecchia.
Dio, non andrò mai più in un fast food.

Non paragonare il cibo ai genitali di tua nonna.

avevo in mente un finale col botto, di quelli che solo i grandi scrittori.
invece vi abbandono sul più bello, con una non curanza tutta italiana.
mi dispiace, ma devo scappare al bagno. cacare. marcare il territorio. piazzare la bandierina e fluttuare come gli astronauti.
sperando che funzioni lo sciacquone.
avevo in mente un finale col botto, ma non un botto di culo.
maledette polpette svedesi del cazzo.

chissà se l'IKEA è di Berlusconi.

venerdì 10 aprile 2009

Propane



bordeaux.
è il colore della cicatrice che mi ritrovo sul ginocchio sinistro. quel che resta dell'operazione che mi ha rubato gli ultimi due mesi di vita. il souvenir di una vacanza nel paese delle infiammazioni e delle bestemmie.
magari non è bordeaux, ma mi piace il francese.
mi piace vedere la cicatrice la come la firma di un quadro. il quadro del mio chirurgo. i suoi pennelli sono bisturi, trapani e ferretti vari.
mi piace immaginare il mio chirurgo con una coppola stile pittore da strada parigino. la maglietta a righine orizzontale, un pò di panzella.
e i baffi.
mi piace immaginarlo mentre opera con una baguette sotto l'ascella.
e un'altra nel culo.

ghiaccio.
ogni tanto me lo metto dieci minuti sulla cicatrice, fa sempre bene. e poi non tengo un cazzo da fare. vado a prendere la bustina dal congelatore. è appoggiata su un bicchiere di carta, in modo da prendere la forma curva del ginocchio. questa è una pensata di mio padre, ovviamente.
ma non voglio parlare di mio padre.
mio padre ha parecchie fissazioni. è pignolo e sfiora le malattie mentali. gli fanno schifo un sacco di cose. è un maniaco della pulizia. anzi, è un maniaco e basta.
in ufficio mise una corda bella doppia tra lui e il resto dei colleghi, per non farsi toccare. una volta ha messo un limone in culo a un pollo e rideva. ne ha fatte talmente tante che mia madre mi ha sempre detto "ti prego prendi appunti: devi scriverci un libro!".
io ovviamente non l'ho mai fatto.
ho il brutto vizio di non stare a sentire a nessuno. se così non fosse, ora starei già lavorando a chissà quale progetto in chissà quale posto sperduto del nord Italia.
se avessi preso dei semplici appunti, ne sarebbe uscito un capolavoro e ora sarei ricco sfondato. è inutile saper scrivere, sono sufficienti gli appunti e basta. è lui che fa già ridere abbastanza. fa ridere pure ai cartoni animati. e non lo fa apposta. non lo fa MAI apposta.

potrei stare gli anni a raccontarvi aneddoti assurdi.
ma non voglio parlare di mio padre.

siamo in ospedale, poche ore prima dell'operazione.
mio padre prende il telecomando della tv e va in bagno. sento un rumore d'acqua fortissimo. dopo un paio di minuti esce e inizia a fare zapping. il telecomando non funziona. toglie lo scudo di gomma, di quelli che proteggono da eventuali cadute, e schizza un sacco d'acqua.
HA LAVATO IL TELECOMANDO.
inizia ad agitarsi e a dare botte per apparare, quando entra la suora.
"non funziona il telecomando?"
"eh no.. è bagnato."
"bagnato? ma era fuori al balcone?"
"no, nel cassetto. BAH. magari se avete un asciugacapelli.."
BAH.
la suora se ne va e io rido, ma rido assai. ormai sono rassegnato.
dopo cinque minuti il telecomando pare funzionare.
"meno male", dice papà, "altrimenti ne portavano uno nuovo e dovevo rilavarlo."
ma non voglio parlare di mio padre.

finisco sempre a parlare di lui.
ha un effetto Berlusconi su di me: bene o male, ne parlo sempre.
solo che papà non lo fa apposta. non lo fa MAI apposta.
ma non voglio parlare di mio padre.

mi gusto un pezzo di pane col Rio Mare Snack, uno di quei prodotti da supermercato pieni di schifezze che fanno solo male. però è buono.
suona la sveglia che avevo dimenticato di togliere. ero troppo intento a parlare di mio padre.
ho il cellulare in tasca. all'improvviso mi vibra una palla.
mi sono cacato sotto. e non è un modo di dire.
vado in bagno camminando a mò di granchio e rido. mi sono cacato addosso.
passando passando, meno un paio di jastemme contro la porta della camera di mio padre.
ma non voglio parlare di mio padre.

ho deciso di scrivere un libro su di lui, non è mai troppo tardi.
lo chiamerò PROPANE, senza motivo.
farà ridere. farà molto ridere.
pure ai cartoni animati.


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mi piace

mi piace fumare fuori al balcone.

il mio balcone è pieno di piante. ho una pianta di basilico e una di menta: basilico da città, menta da città.
il mio balcone non ha panorama. vedo un palazzo, il tetto, le antenne della tv, uno scorcio dei Camaldoli.
che cazzo vivo a fare a Napoli se non vedo il mare?
ho una Lucky Strike del sabato sera. è storta. quando hai una sigaretta storta c'è sempre lo scemo di turno che dice "come Gighen l'amico di Lupin hihihi", con quel sorrisino fiero. come se solo lui l'avesse potuto pensare.
ci sono battutine che fanno tutti, ma ognuno crede di averle inventate, di avere il copyright. "l'ho inventata io" è una delle frasi più diffuse al mondo dopo la Coca Cola e "MAMMT".
la verità è che viviamo in un mondo di copyright.

ho acceso la mia storta Lucky Strike da città, come Gighen. le ho dato vita col mio nuovo accendino coi gatti. mi sono trovato a casa questo accendino coi gattini, orribile. non so da dove sia sbucato, ma so che odio i gatti. non so da dove sia sbucato, ma non voglio fare il donnaiolo. sono solo un ubriacone che frequenta persone prive del senso dell'estetica e di buon gusto.
mi piace dividere la sigaretta con il vento. alla fine la butto giù, dall'ottavo piano, senza curarmi di nulla, sperando di colpire un uomo calvo che si trova a passare lì per caso.

una volta ero ad Amalfi, ospite da mio cugino Ciro. Ciro è il re delle figure di merda, il guru degli aneddoti. stavamo sul molo con i suoi amici, quando Mosè sputò giù e prese in pieno la pelata di un uomo sulla cinquantina. chiamare un figlio "Mosè" è una crudeltà: è normale che poi finisce a sputare in testa alla gente.
il calvo furioso venne verso di noi, incazzatissimo, con la faccia color capocchia. urlò "chi è stato?". una dozzina di ragazzini si girò verso mio cugino senza motivo, con una coordinazione che neanche il nuoto sincronizzato.
"LUI!"
Ciro prese un paio di schiaffi e iniziò a frignare. "ti faccio sparare! ti faccio uccidere!". il pelato se ne andò come se niente fosse, tra le risa di tutti.

mi piace giocare coi luoghi comuni.
le femmine sono zoccole, i maschi sono stronzi, i chiattoni sono simpatici, i neonati sono tutti belli.
che stronzate. e c'è chi ci crede.
la verità è che viviamo in un mondo di luoghi comuni e di copyright.
"i negri sono scemi e hanno il pene enorme. hihihi l'ho inventata io!"
la verità è che le zoccole sono tutte femmine, gli stronzi sono tutti maschi e gli zoccoli si indossano. e non le ho inventate io.
però i neri ce l'hanno davvero enorme.

ho finito di leggere il mio primo libro di Bukowski, Post Office.
mi piace come scrive.
mi piace la sua volgarità, perché la usa bene.
la verità è che bisogna usare bene.
la casa a Napoli, il cazzo, i soldi, i mozziconi dall'ottavo piano, le parole. se non li sai usare non valgono nulla.
credo di essere molto simile a lui, se non fosse che sa scrivere, piace alle donne e non usa quel tremendo accendino con quei gatti di merda.
forse mi piace credere di somigliargli.
la verità è che viviamo in un mondo di modelli.
io non so scrivere.
non so coniugare i verbi, uso sempre gli stessi termini. diciamo che parlo come mangio. come un maiale.
però mi piace credere di somigliare a Bukowski.

mi piace immaginarlo mentre fuma fuori al mio balcone.
mi piace immaginarlo mentre sputa in testa ai pelati.

mi piace immaginarlo mentre gioca coi luoghi comuni.
sicuramente direbbe qualcosa come "le donne sono tutte belle, mentre lo prendono in bocca."

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appuntamenti


1/3/09


la vita è fatta di appuntamenti fissi.


il sabato sera esci.

la domenica mangi assai.
se mangi assai e non è domenica, sei da tua nonna.
se è domenica e non mangi assai, sei ricchione.

lo sport lo fai nei giorni dispari.

a capodanno vai a ballare.

a carnevale ogni scherzo vale.




ultimamente il Napoli non manca mai all'appuntamento della settimana: la consegna dei tre punti.


Reja, poveraccio, le ha provate tutte.

Gargano non sa passare la palla, ma a detta di Marino è un grande regista.
forse ha dimenticato che si tratta di una squadra di calcio e non di "Natale a Caivano".

Maggio non sa stoppare.
Reja ha provato Montervino sulla fascia, con scarso successo. domenica prossima dovrebbe toccare a un'insalata.

Denis non sa stoppare e non segna mai, ma non sono problemi di un attaccante.

Blasi è depresso: deve ancora smaltire la delusione della scoperta di non essere la moglie di Totti.

Cannavaro?
cercasi un insegnante di sostegno.

Datolo non è neanche arrivato che già è stato coinvolto in un pestaggio: l'hanno scambiato per quegli zingarielli che ti scassano il cazzo fin quando non ti compri una rosa.
quelli che se poi li mandi a fanculo davanti alla ragazza.. o ti dice "sei tirchio e razzista" oppure "vafancul quello zingaro di merda"
e scopri che sei fidanzato con Calderoli.


nessuna catastrofe.
nessun fallimento.
secondo me ci si aspettava troppo da una squadra che ha ancora tanti limiti.



molti sono incazzati perché quando la squadra era terza in classifica avrebbe dovuto cavalcare la cresta dell'onda, sulle ali dell'entusiasmo.

ma prima o poi l'entusiasmo finisce
le ali si spezzano
e solo i delfini rimangono a galla.


il Napoli non è un delfino.

il Napoli è ancora una vacca
e una vacca sulla cresta dell'onda prima o poi si arricetta.



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no war





Obama ha detto che ritirerà le truppe dall'Iraq.

come?
i soldati che non vogliono tornare sposeranno una chiattona.


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